I comportamenti possono essere incrementati o diminuiti attraverso la manipolazione delle conseguenze.

Tutti noi agiamo per ottenere determinate conseguenze, lavoriamo per avere uno stipendio, studiamo per avere un bel voto.

Gli individui con autismo nella maggior parte dei casi non hanno aspirazioni così a lungo termine o così astratte, ma necessitano di conseguenze più immediate e tangibili. Ovviamente per implementare un comportamento, ad esempio per insegnare un'abilità, le conseguenze devono essere qualcosa di piacevole ed interessante, ovvero un premio (o rinforzo), come ad esempio: il solletico, il succo di frutta preferito, uscire con la macchina, un pezzo di pizza, sentire la musica, guardare un cartone o mangiare le patatine al formaggio ma anche, nel caso in cui ci sia interesse, il semplice bravo o andare a comprare un gelato o fare un giro in bicicletta.

Il rinforzo verrà usato fino a quando il comportamento che cerchiamo di insegnare non sarà acquisito e generalizzato in tutti i contesti e poi sarà utilizzato per far apprendere nuove e sempre più complesse abilità.

Per decrementare un comportamento è necessario ugualmente manipolare le conseguenze, che in questo caso devono essere non rinforzanti, ovvero non piacevoli, ma non per questo punitive. La punizione, infatti, non consente di insegnare un comportamento ”sostitutivo” rispetto a quello che si vuole correggere, quindi, è preferibile e sicuramente più utile rinforzare l’allievo quando esibisce l’atteggiamento corretto, così che capisca che è più “conveniente” comportarsi bene. Per questo, per decrementare un comportamento non appropriato, utilizziamo strategie di gestione come “l’estinzione” (ignorare e non premiare il comportamento), il “ridirezionamento” (sostituire l'atteggiamento non appropriato trasformandolo in un altro simile ma positivo), “la manipolazione dell’antecedente” (fare in modo che non si verifichino le condizioni che causano un certo comportamento) ecc...

La strategia da usare verrà scelta dopo un'attenta osservazione del comportamento in questione e dopo una costante analisi funzionale che ne evidenzierà gli antecedenti, le conseguenze e la funzione.

Ultimo aggiornamento (Domenica 24 Aprile 2011 18:10)